“Vivere non è difficile potendo poi rinascere. Cambierei molte cose un po’ di leggerezza e di stupidità”

La malattia degenerativa, l’estrema unzione

Spiacevole infortunio sul quale Franco Battiato aveva sorriso riconquistando la voglia di una passeggiata ad Acireale o a Zafferana per una granita di ciliegie. Ne parlava anche con Orazio Barbarino, il parroco di Linguaglossa, suo amico, raccolto davanti al maestro lunedì pomeriggio per l’estrema unzione e poi avvertito subito dopo le cinque del mattino dal fratello Michele che adesso conforta ricordando la devastazione di una malattia degenerativa che l’ha consumato piano piano, inesorabilmente. «Ormai stava sempre in casa, non usciva più da tempo. I dialoghi radi. Parlava pochissimo. E invece fra noi c’era stato un confronto continuo. Condividevo tante idee. Lui andava alla ricerca della verità e lo faceva continuamente, in ogni cosa. Il suo verbo era sperimentare, era uno che cercava bellezza ed essenzialità e in tutto questo ci metteva una grande umiltà».

Grazie Maestro

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